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Visualizzazione dei post con l'etichetta geografia

Ti faccio un plastico

    Chi ha detto che studiare i grafici è noioso? Basta maneggiarli nel modo corretto. E per maneggiare intendo proprio mettere le mani dentro ai numeri e farci dei lavori. Creare, fare, modellare. Non solo guardare e teorizzare. Noi l'abbiamo fatto, ecco come. Ogni alunno ha cercato su internet i dati relativi alla popolazione di ogni capitale di una selezione di stati del continente americano e li ha riporati su unFoglio Google. I dati sono stati trasformati in un grafico bidimensionale virtuale, grazie all'aposita funzione presente in Fogli Google. Questo ha permesso di lavorare anche sul concetto di "scala" e di "proporzione".   Abbiamo trasformato i numeri del grafico in centimetri e, grazie all'aiuto della collega di tecnologia (presente in classe per quest'anno scolastico come collega di sostegno), ogni alunno ha creato un parlallelepipedo per ciascuna capitale. Sono stati scelti tre colori diversi per il Nord, il Centro e il Sud America, onde...

In giro per il Centro e Sud America

    Il continente americano è vastissimo e affrontarne lo studio meticoloso è un processo lungo e inevitabilmente lacunoso. Quindi quest'anno ho pensato di cambiare l'approccio a questo argomento grazie all'utilizzo della metodologia della flipped classroom. A questa ho affiancato un laboratorio in classe, per lo svolgimento del quale è stato di fondamentale importanza l'aiuto di un architetto che ho avuto la fortuna di poter chiamare collega, in quando docente di sostegno nella mia classe durante quest'anno scolastivo.      Ogni alunno  ha dovuto studiare  autonomamente le caratteristiche fisiche, economiche e sociali di uno stato del Centro o del Sud America, assegnato dall'insegnante, ricercando le informazioni su internet e chiedendo il supporto ad una delle due docenti, in caso di necessità. Successivamente, ogni alunno ha scelto un monumento della capitale dello stato assegnato, lo ha geolocalizzato tramite Google Maps e ne ha riportato la planim...

Messaggi dai muri

Passeggiando per le vie della città, ci si imbatte spesso in messaggi di vario tipo scritti sui muri. Ieri ho trovato questo, per esempio. Proiettare questa immagine in classe può fornire numerosi spunti. Mi vengono in mente i seguenti: Storia: scrivere sui muri da Pompei ad oggi; Ed. Civica: cosa è un bene pubblico; Geografia: creare una mappa virtuale in cui geolocallizzare le scritte individuate; Grammatica: parole con -sci/-scie, gli aggettivi e i pronomi indefiniti quali sono e come si usano, l'uso corretto dei punti di sospensione.  E così via. Non c'è freno alla creatività. Sarebbe bello fare anche dei collegamenti interdisciplinari con i colleghi di lingue, oppure con quelli di arte (Street Art e Graffitismo).  Dopo aver riflettuto insieme in classe, gli alunni potrebbero andare in giro per la città alla ricerca di scritte interessanti sui muri.  Potrebbero fotografarle, analizzarle e condividerle con l'insegnante e il resto dei compagni.  Un altro modo di fa...

Si ricomincia!

  Fra qualche ora, i banchi della nostra scuola si riempiranno di nuovo di sguardi, di parole, di sorrisi. Sono piccole cose che abbiamo visto all'orizzonte durante questi lunghi sei mesi. Ci impegneremo, ognuno nel suo piccolo, a garantire la salute di tutti rispettando le regole che disciplinano il nostro nuovo modo di stare insieme. Riscopriremo la voglia di stare insieme, di analizzare il mondo che ci circonda, di imparare a conoscerci e di conoscere gli altri. Faremo tesoro dell'esperienza vissuta per mettere in pratica le competenze che abbiamo acquisito quando ci si vedeva attraverso uno schermo. A tutti un buon inizio di anno scolastico!

#Scuolazerowaste_2

  La merenda    Nell'attesa che l'anno scolastico 2020/2021 inizi, con tutti i dubbi e le incertezze che lo circondano, parliamo di merenda. Da sempre l'intervallo è un momento atteso dagli alunni per distrarsi un po' e sbocconcellare qualcosa. Per risparmiare tempo, molto spesso i genitori danno ai propri figli merendine e bibite di vario tipo. Alimenti che, oltre a sollevare dei dubbi dal punto di vista nutrizionale, sono fonte di una cospicua quantità di rifiuti.  Basta fare un semplice esperimento per rendersene conto.  Dopo aver aperto una confezione di merendine, dividere il prodotto edibile dagli imballaggi. Ci si renderà conto di aver speso la maggior pare del proprio denaro in spazzatura. Come fare allora? Come regola generale, bisognerebbe privilegiare confezioni in vetro e/o carta. Se proprio non si possono evitare la plastica e il tetrapack, bisognerebbe privilegiare le confezioni più capienti e non quelle monoporzione. Per fare un esempio, se voglia...

#Scuolazerowaste_1

   Il movimento #Zerowaste è una delle ultime frontiere in materia di riduzione dell'impatto ambientale. In che cosa consiste? Essenzialmente chi vive uno stile di vita #Zerowaste non dovrebbe produrre rifiuti, e quindi non dovrebbe avere bidoni della spazzatura in casa (a parte quello dell'organico). Consuma, usa e riusa tutti i beni in maniera circolare. È chiaro che questo stile di vita è un ideale a cui tendere, piuttosto che una realtà che si può realizzare in modo completo, anche perché il mercato di oggi non è ancora pronto. Scarseggiano i negozi che vendono prodotti alla spina; nei supermercati tradizionali la maggior parte degli imballaggi è in plastica. In poche parole non è ancora economicamente conveniente. Tuttavia, il fatto che sia un ideale non ci impedisce di provare ad accoglierlo come sfida, provando a capire fino a dove ci possiamo spingere. Fare qualcosa è meglio di non fare niente, no? Cominciamo dalla scuola. Insieme ai miei alunni, due anni fa, ho r...

La foresta immaginaria

È possibile coniugare la botanica, le figure retoriche, l'Agenda 2030 e l'arte?  Noi ci abbiamo provato, prima del lockdown, e il risultato è stato emozionante e gratificante per tutti.  Moltissime le competenze da attivare per la realizzazione di questo progetto: dal comprendere e usare parole in senso figurato all'interpretare e confrontare alcuni caratteri dei paesaggi;  dallo scrivere testi di varia tipologia all'utilizzare tecniche artistiche differenti; dal saper valorizzare la flora terrestre all'applicare le soft skills. Il progetto si è svolto seguendo la metodologia del cooperative learning e dedicando un'ora a settimana lungo tutto il primo quadrimestre. Durante quest'ora ci siamo giovati della presenza in classe di un altro insegnante, scultore eccellente ed esperto di botanica. Abbiamo suddiviso l'attività in tre fasi. Fase 1 - Spiegazione del concetto di "classificazione botanica" e analisi di alcune schede di specie vegetali note...

Tempo di agire

È tempo di riflettere. È tempo di scrivere le soluzioni per il nostro futuro. Qui in Italia sta crollando un antico ghiacciaio. Cade con una velocità di 60 cm al giorno. È davvero vicino al posto in cui vivo. È come un mio vecchio amico che sta prendendo il suo ultimo respiro. Penso che la cosa più triste sia che stiamo vivendo questo enorme cambiamento provando emozioni contrastanti. Da un lato ci sentiamo in colpa e senza speranza, dall'altro continuiamo la nostra vita come al solito dicendo che nulla cambierà davvero. Ma il fatto è che siamo ad ottobre e fa caldo come a luglio, il ghiaccio si sta sciogliendo sempre più velocemente. I governi fanno potrebbero fare di più ma il cambiamento deve iniziare dalla nostra piccola vita in ciascuna delle nostre piccole realtà. Siamo qui in classe a scrivere le nostre idee per un modo ecologico di vivere la scuola. Diffonderemo le nostre idee in tutto il nostro Istituto per renderci orgogliosi e sentirci parte della soluzion...

Insegnante per un giorno

Una delle esperienze più interessanti per uno studente è cercare di essere un insegnante per un giorno. I miei studenti lo provano, più volte durante l'anno. Imparano che non è così semplice attirare l'attenzione del pubblico, dire la cosa giusta al momento giusto, fare un discorso facile anche se l'argomento è difficile. All'inizio dell'anno, in particolare, dò loro l'opportunità di autogestire la propria lezione. Possono parlare di tutto. Non importa. Tutto è solo un pretesto per costruire la fiducia nel futuro. La cosa fondamentale per me è che si occupino di un argomento che li appassioni veramente e che svolgano delle ricerche al riguardo, serie e ben documentate. Il risultato è una classe che scopre di essere un corpo unico che, come il mare, è fatto di tante gocce. Tutte importanti e uniche.

Ioleggoperché

Tutti i docenti di Lettere in Italia sanno che esiste un'importante appuntamento annuale chiamato #ioleggoperché. È un evento di beneficenza che dura una settimana, sponsorizzato dal Ministro della Pubblica Istruzione italiano. Le persone possono acquistare un libro in una libreria aderente all'iniziativa e donarlo a una scuola ad essa collegata. Durante questa settimana, studenti e insegnanti organizzano conferenze, spettacoli e letture pubbliche per fare in modo coinvolgere il più possibile i clienti delle librerie. Noi abbiamo trascorso un sabato pomeriggio impegnativo ma che è stato un grande successo! Sono stati donati più di 50 libri alla nostra scuola. I miei studenti erano molto eccitati e orgogliosi. È stato estenuante ma molto gratificante!

Wondering

Succede. Sì, a volte succede. Pianifico la mia lezione, ripeto ogni parola nella mia mente, i miei appunti sono pronti. Ogni passaggio del mio discorso è nel posto giusto, ogni esercizio è accuratamente scelto. Ma succede qualcosa. Sono le 8 di mattina. È inverno. Il sole sorge al rallentatore attraverso una spessa cortina di nuvole. L'aria è rarefatta e sembra che qualcosa accadrà. In qualche modo, in ogni caso. Le parole perdono la loro coerenza e tutti stanno guardando il cielo, fuori dalla finestra. Posso vederlo attraverso gli occhi dei miei studenti. Quindi lascio tutte le mie carte piene di parole, piene di presunta conoscenza. Le lascio sulla mia scrivania. Dico: "Ok, tutti. Fate ciò che questo cielo invernale vi ispira. Disegnate, scrivete una storia, scrivete una poesia. Fate quello che vi piace." La mia classe diventa un laboratorio di meraviglia. Il silenzio regna nella stanza, mentre le menti dei miei studenti si esprimono. Mi esprimo anch...

Giochiamo alle bandiere europee

Mi piace pensare che l'insegnamento e l'apprendimento debbano essere divertenti. Per questo motivo invento molti modi per giocare con la conoscenza. Chiedo anche ai miei allievi di inventare giochi, per consentire alla loro creatività di esplorare modi diversi. In queste foto puoi vedere il risultato di due ore di una lezione di Geografia. Dobbiamo studiare l'Europa per tutto l'anno scolastico. Imparare le bandiere potrebbe essere noioso, quindi abbiamo creato insieme un "Memory". Con carta e colori abbiamo realizzato le carte e abbiamo imparato ridendo. Tutti erano coinvolti, nessuno si annoiava.

Inventare nome delle foglie

La classe Zerowaste

1. Portare borraccia 2. Fazzoletti di stoffa 3. Rotolo di carta igienica personale da lasciare nell'armadio in aula 4. Merenda senza involucro, possibilmente in un continitore riusabile 5. No ai succhi e al tè in tetrapack 6. Non comprare cancelleria fino a giugno a meno che non sia indispensabile 7. Alzare tapparelle e spegnere luce artificiale quando possibile 8. Non usare salviette profumate usa e getta 9. Portare sempre un sacchetto di stoffa 10.  No scotch, sì colla

Domande formazione continenti

1. Elenca i nomi dei continenti:  2. I continenti oggi stanno “fermi”?  3. Cosa è la deriva dei continenti?  4. Da che cosa era bombardato la terra all’inizio?  5. Da che cosa è formato il Nucleo fuso della terra? 6. Da che cosa è stata portata l’acqua nel nostro pianeta? 7.. Che cos’è il cratone 8. Cosa sono le zolle tettoniche? 9. Che cosa fece notare Vegner nel 1912? 10. Che cos’è la dorsale medioatlantica?  11. Dove si può osservare sulla terra il fenomeno dei continenti che si allontanano?  12. Quanti continenti c’erano all’origine della terra? 13. Nella pangea c’erano già esseri viventi? 14. Com’era il clima nella pangea?  15. Come si formano le montagne? 16. Da che cosa nascono le Alpi? 17. Da che cosa si forma la catena montuosa dell’ himalahya?  18. Perchè molte specie si estinsero